Ci sono giocatori che vestono una maglia. E poi ci sono uomini che quella maglia la rappresentano, la difendono, la tramandano.
Oggi la Scandone Avellino saluta il suo capitano, Andrea Iannicelli. Un saluto che non è un addio, perché ci sono legami destinati a rimanere ben oltre il tempo di una carriera.
La storia di Andrea con la Scandone non è iniziata due anni fa. È iniziata da bambino, quando ha mosso i primi passi nel settore giovanile biancoverde, coltivando quel sogno che ogni ragazzo avellinese porta nel cuore: indossare la maglia della propria città. Un sogno diventato realtà e culminato, già nella sua prima esperienza, con la conquista della Coppa Italia.
Il destino lo ha poi portato lontano, tra nuove esperienze e nuove sfide. Ma certi richiami sono impossibili da ignorare.
Nell’estate del 2024 Andrea ha scelto di tornare a casa. Non per comodità, ma per una missione: riportare la Scandone dove meritava di stare. Da quel momento è stato molto più di un giocatore. È stato il volto, l’anima e il punto di riferimento di un gruppo che ha saputo rialzarsi dopo una delle delusioni più dolorose della sua storia recente, quella finale persa sulla sirena a Piazza Armerina.
Da quella ferita è nata una squadra ancora più forte. E Andrea, con la fascia al braccio, ne è stato la guida dentro e fuori dal campo.
L’epilogo più bello è arrivato nella stagione appena conclusa: la promozione in Serie B Nazionale, conquistata con merito, sacrificio e spirito di appartenenza. Un traguardo storico che ha restituito alla città la categoria che le appartiene e che resterà per sempre legato all’immagine del nostro capitano mentre alza al cielo il trofeo davanti al popolo biancoverde.
In due stagioni Andrea Iannicelli ha incarnato alla perfezione i valori della Scandone: appartenenza, sacrificio, leadership, umiltà e amore incondizionato per questi colori. È stato un esempio per i compagni, un riferimento per i più giovani e un orgoglio per tutta la nostra comunità.
Le parole con cui ha scelto di salutare il club raccontano meglio di qualsiasi altra cosa il rapporto speciale che lo lega alla Scandone: “Avellino sarà sempre casa. La Scandone sarà sempre parte di me. È il momento dei saluti, ma certi legami non finiscono mai.”
Ed è proprio così.
La società desidera ringraziare Andrea per ogni allenamento, ogni sacrificio, ogni canestro, ogni parola spesa nello spogliatoio, ogni gesto da capitano e da uomo. Per aver creduto nella Scandone quando c’era da ricostruire e per aver contribuito in maniera decisiva a riportarla in Serie B Nazionale.
Le strade sportive oggi si dividono, ma il posto che Andrea Iannicelli occupa nella storia recente della Scandone resterà immutato.
Perché le bandiere non smettono mai di sventolare.
Grazie di tutto, Capitano.
E in bocca al lupo per il tuo futuro.
Sarai sempre uno di noi.