Dopo il colpo esterno del Pala Sassi, la Scandone Avellino si prepara a vivere una delle serate più importanti della propria stagione. Mercoledì 27 maggio alle ore 20:30, davanti al pubblico del Del Mauro, i biancoverdi avranno il primo match point per conquistare l’accesso alla finale playoff. Servirà però un’altra prestazione di altissimo livello contro una Virtus Matera ferita, orgogliosa e obbligata a vincere per riportare la serie a gara 3. La vittoria in Basilicata ha confermato tutta la maturità della Scandone, capace di resistere alla rimonta lucana e di restare lucida nei possessi decisivi. Ma gara 2 si preannuncia ancora più dura: Avellino dovrà replicare la stessa intensità difensiva, la stessa compattezza e la stessa capacità di soffrire mostrate in gara 1, anche perché resta in dubbio Kmetic, uscito acciaccato dalla sfida del Pala Sassi.
Matera arriverà al Del Mauro con la necessità di giocarsi tutto. Matera, però, ha confermato anche in gara 1 tutta la qualità del proprio roster. Il riferimento tecnico resta Matteo Zanetti, leader silenzioso e uomo degli equilibri lucani, capace di cambiare volto alla squadra per letture, esperienza e presenza sui due lati del campo. Nel terzo quarto è stato proprio lui a firmare il sorpasso che aveva incendiato il Pala Sassi durante la rimonta dei padroni di casa.
Il principale terminale offensivo della Virtus resta invece Simone Roberto, reduce da una prestazione di grande personalità anche nella prima sfida della serie. La guardia lucana ha creato costantemente problemi alla difesa biancoverde attaccando dal palleggio e segnando canestri pesanti nei momenti di difficoltà della propria squadra. Fondamentale anche l’impatto atletico di Ani, protagonista della rimonta del terzo periodo grazie alla sua aggressività e all’energia in transizione. Sotto canestro, inoltre, Matera può contare sulla fisicità dominante di Henry Preira, lungo capace di proteggere il ferro e cambiare il livello difensivo della squadra, mentre Bischetti e Valle hanno garantito intensità e minuti preziosi all’interno delle rotazioni di coach Miriello. Attenzione anche all’esperienza di Labović, giocatore abituato ai possessi pesanti e capace di accendersi nei finali punto a punto.
La Scandone Avellino, però, ha dimostrato di avere oggi una propria identità precisa. La solidità difensiva, la profondità del roster e la capacità di trovare protagonisti diversi nei momenti chiave sono diventate le vere armi della squadra di coach Dell’Imperio.
Adesso servirà l’ultimo passo. Il Del Mauro si prepara a spingere la Scandone verso una notte che può valere la finale.